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giovedì, 31 agosto 2006
 

Sesazionali immagini della Croazia: il GRUPPO IN FUGA

Alcuni ragazzi di Erba, tra cui alcuni Erbattivi, ci hanno portato le prime sensazionali immagini del loro meraviglioso viaggio power realizzato sulle due ruote a pedale... Ne publichiamo in anteprima qualcuna, con il loro permesso, in attesa di realizzare una serata amichevole in cui ci racconteranno le incredibili vicende che li hanno visti protagonisti, accanto alle difficoltà del viaggio, nella preparazione delle biciclette, nel superamento degli imprevisti, negli incontri, nello studio del tragitto.

Ma sappiamo che anche altri ragazzi di Erba sono attulmente in viaggio per raggiungere... l'Abetone in terra toscana? le sorgenti dell'Arno? il fiume dell'Acqua Cheta narrato da Dante? una visione mistica dopo aver percosro 450 km in due giorni? Le voci iniziano a circolare: chi ha notizie ufficiali ci tenga aggiornati!

Nel frattempo andate a vedere cosa ha combinato Alex Bellini, di Aprica, attraversando l'Atlantico da Genova a Fortaleza (Brasile) con una barca a remi!!!!!! Ha percorso in 71 giorni ben 1430 miglia, pari a 2648 km ad una velocità media di 20 miglia (37 km) al giorno. L’allontanamento dalla partenza è pari a 823 miglia (1523 km) e quindi ogni miglio/km di allontanamento è costato 1,74 miglia/km di percorrenza effettiva per un allontanamento medio al giorno pari a 11,6 miglia (21,5 km). Interessante e simpatico da leggere il suo diario di bordo.

postato da ndualerba | 17:50 | commenti (2)


lunedì, 28 agosto 2006
 

100 mani, 50 persone, 1000 esperienze... un solo racconto

 


 

Giulia aveva una grande passione: frugare. Frugava ovunque cercando tutto ciò che potesse spiegarle come era fatto il mondo attraverso gli oggetti che appartenevano alla sorella. Frugava nella sua borsetta, nello zainetto, nella stanza, tra i libri.

Un giorno Giulia trovò il diario di Lucilla, sua sorella. Era caduto per terra, vicino all'armadio dei vestiti e probabilmente Lucilla non si era accorta di nulla. Giulia si sedette sul letto e iniziò a sfogliare il diario...

Quante vite erano state vissute! Lei, sempre chiusa in casa, senza amici, non immaginava neanche cosa fosse realmente il mondo.
Le pareti della stanza si aprirono improvvisamente e la giovane ragazza cominciò a vivere nelle storie del vecchio diario; si guardava intorno e non riconosceva niente. C'erano volti nuovi che la fissavano, le sorridevano, volevano parlarle. L'aria aveva uno strano profumo, Giulia non lo aveva mai sentito; era dolce e si mischiava incredibilemente a quella sensazione di tutto che la circondava.
C'era una luce forte che non le lasciava tenere gli occhi aperti, che la scaldava e le faceva sentire il cuore libero di battere all'impazzata. Giulia cominciò a correre, le sembrava di volare... Il vento le accarezzava le guance, le sussurrava dolci parole e lei non capiva. Continuava a correre spensierata quando sotto ad una grande quercia vide due occhi che la colpirono. Si fermò improvvisamente e cominciò a fissare quel bambino che giocava; aveva degli occhi neri come l'inchiostro e profondi come il mare; il sorriso era grande e caloroso, la metteva di buon'umore... 

Non capì immediatamente che quel bambino altro non era che il suo inconscio, introdottosi in quel mondo a lei sconosciuto con lo scopo di aiutarla a comprendere i suoi più intimi ed oscuri bisogni.
Lei, fino a quel momento, aveva vissuto solo di riflesso, nella vita che scorgeva dagli oggetti di Lucilla. Le bastava questo. Aveva paura. Paura di scoprire troppo della vita. Paura di non scoprire abbastanza. E così, ingenuamente, inconsciamente, preferiva assaporare le mutevoli emozioni umane attraverso ciò che di più futile (per Lucilla, ma non per lei) esisteva: un oggetto. Si lasciava vivere, Giulia.

Tentò invano di avvicinarsi al bambino, voleva guardarlo dritto negli occhi. Nonostante i suoi sforzi, le sfuggiva di continuo, la distanza che li separava era sempre la stessa, insormontabile. Quegli occhi neri e profondi avevano qualcosa di familiare e di spaventoso allo stesso tempo.
Decise di fermarsi a riflettere e si adagiò sul prato verde sotto ad una enorme quercia che non notò fino a quel momento. Il fruscio dei rami, mossi dolcemente dal vento, la accompagnò in un sonno profondo. Vide se stessa con quegli occhi neri che avevano un'espressione triste ed affranta.
Le sue paure le avevano impedito di conoscersi, di esplorarsi ed ora qualcuno o qualcosa dentro di sè si faceva sentire, reclamava vita. Giulia aveva solo i suoi oggetti, ai quali riusciva a dare tutta la vitalità e tutto il significato che non era riuscita a dare a se stessa.

Dal diario di Lucilla, Giulia legge:
4 ottobre 2001, Kabul, secondo giorno di viaggio
La notte è stata durissima. Ero adagiata su di un letto fatto di assi di legno, con scarafaggi dappertutto. Credo di essere capitata in una parte della città poco accogliente per i nostri canoni occidentali. Le persone per strada sono molto accoglienti. Le donne hanno tutte il volto coperto: io non riuscirei mai. Prima di partire pensavo a questo lato curioso delle culture: ora mi spaventa. Le differenze diventano abissi se alla percezione si aggiunge la paura del diverso. Avrei tante cose da raccontare, ma sono molto stanca. Tutto è diverso. Stare a guardare per ore seduta sul ciglio della strada è l’attività che preferisco per ora. Il mio occhio è ebbro, il mio occhio è cieco.
 
5 ottobre 2001, Kabul, terzo giorno di viaggio
Sono sola, perché sola voglio essere. Sono sola, eppure sola non mi sento. Vedo gli altri in me, le persone care con cui ho vissuto, tanti volti che mi incoraggiano, che mi incitano, che mi stimano silenziosamente. Ora la solitudine è la mia forza: l’altro volto della nostalgia. È’ paradossale: più gli altri sono lontani, più li sento vicini. Gli altri sono ciò che abbiamo bisogno che siano. Questo viaggio sta cambiando il volto a tante cose che davo per scontate. Giulia, come sei piccola, come sei bella. Chissà se un giorno potrò dirti tutto questo.
 
6 ottobre 2001, Kabul, quarto giorno di viaggio
Sta succedendo qualcosa. Ho sentito per radio che gli americani e gli inglesi sono intenzionati ad attaccare l’Afghanistan. Le strade sono in subbuglio. C’è polvere dappertutto. I bambini piangono per le strade, non capisco niente. Tutti fuggono senza sapere dove. Nessuno parla. Intorno è pieno di soldati: loro non pensano perché non devono pensare, qualcun altro lo fa al loro posto.
Me ne voglio andare da qui. Cercherò di raggiungere Qandahar. Non è facile perché tutte le vie di comunicazione sono pressoché interrotte. Lì forse riuscirò ad incontrare Carlo e poi, se le cose peggioreranno, ad andare in Pakistan per proseguire verso l’India. Studio il percorso e cerco di contattare un tipo con una jeep, ma vuole troppi soldi. Le cose peggiorano. Dio, com’è lontana l’Italia!
 

7 ottobre 2006, in viaggio verso Qandahar, quinto giorno di viaggio...

... Giulia chiuse il diario. Aveva già vissuto il viaggio della sorella attraverso i lunghi racconti con cui Lucilla riusciva a zittire per ore lei e la madre. E aveva provato molte volte la tensione per l'attesa del ritorno di una persona cara da luoghi e situazioni tanto pericolosi. Ma in quel momento sapere che anche per lei tutto sarebbe velocemente cambiato, le provocava una grande ansia. Sarebbe infatti partita dopo pochi giorni per l'Afghanistan, insieme alla madre e a Lucilla, tornata da poco ma già bisognosa di riprendere quel viaggio. Dovevano raggiungere il padre laggiù e non avevano molto tempo a disposizione. Sapeva che per lei, abituata a giornate di libri, di gionali, di scuola e di sogni, quell'esperienza si sarebbe rivelata una grande sfida. Ma pur con mille incertezze, era determinata a viverla a pieno.

 

 

 

postato da ndualerba | 16:25 | commenti (6)


giovedì, 24 agosto 2006
 

IL PASSO DEL GAMBERO: la rubrica del mondo visto dall'altra parte.

 Questa rubrica vuole essere una raccolta di stranezze, di episodi incredibili, di vicende ridicole, di racconti reali che rievocano fatti strampalati, di eventi che necessariamente l'universo deve conoscere... che si raccolgono nella vita di tutti i giorni.

Per esempio: la scuola è alle spalle, il nuovo anno è iniziato. Come non tornare a riesplorare alcune simpatiche circostanze a cui abbiamo assistito durante le lezioni?

Sentite queste...
Autentici rapporti di classe e personali registrati sui registri di classe scolastici. Se alcuni hanno dei dubbi sulla veridicità, basta dare un occhio al sito (vedi on fondo): le note sui registri sono state fotografate con il cellulare!

"Marcello si reca in bagno alle ore 9.00 lasciando sul banco un avviso con su scritto "partito per la guerra", non facendo più ritorno".
Alla richiesta della prof. di italiano "dimmi una frase con un congiuntivo" l'alunno M.M. risponde: "che tu sia maledetta".
 Neanche oggi l'alunna S.P. ha i compiti di francese. La scusa è sempre la stessa (da settembre oramai): "devo aiutare i miei con il trasloco". Alla mia domanda "quante volte traslocate?", l'alunna risponde: "anche questa volta i miei fans hanno scoperto dove abito...". Chiedo un colloquio con i genitori.
 L'alunno A., assente dall'aula dalle ore 12.03, rientra in classe alle ore 12.57 con un nuovo taglio di capelli.
 Gli alunni M. P. e D. A. dopo aver rubato diversi gessetti dalla lavagna di classe, simulano durante la lezione l'uso di sostanze stupefacenti tramite carte di credito e banconote arrotolate, tentando inoltre di vendere le sopraccitate finte sostanze ai propri compagni. A mia insistente richiesta di smetterla vengo incitato a provare pure io per non avere così tanti pregiudizi.
 L'alunno M. dopo la consegna del pagellino da far firmare ai genitori riconsegna il pagellino firmato 2 minuti dopo. Sospetto che la firma non sia autentica.
 Il crocefisso dell'aula è stato rovinato. Il Cristo ora porta la maglia della nazionale.
Dopo aver fatto scena muta durante l'interrogazione di geografia astronomica V. chiede di avvalersi dell'aiuto del pubblico.
 L'alunno M. G. al termine della ricreazione sale sul bancone adiacente la cattedra e dopo aver gridato "Ondaaaa energeticaa!!!", emette un rutto notevole che incita la classe al delirio collettivo.
Facendo l'appello e notando l'assenza dell'alunno S., mi viene detto dall'alunno C. di non preoccuparmi. Quest'ultimo estrae il portafoglio, lo apre e simulando di parlare ad una terza persona urla "Scotty: teletrasporto!". Con fragorosi effetti sonori fatti con la bocca, l'alunno S. fuoriesce dall'armadio.
 L'alunno L.P. durante la lezione di educazione fisica usa la pertica come simbolo fallico.
Si espelle dall'aula l'alunna M. I. perché ha ossessivamente offeso la compagna Sabatino Domenica chiamandola Week End.
 La classe nonostante i continui richiami del professore continua imperterrita durante le ore di c.t.a. a emanare flatulenze senza che i colpevoli si dichiarino e l'aria ormai è resa irrespirabile da tali esalazioni. Si prega di fare nota ai genitori di tale maleducazione.
L'insegnante di latino: "L'alunno è entrato in aula, dopo essere stato per 20 minuti al bagno, aprendo la porta con un calcio, ha fatto una capriola e ha puntato un'immaginaria pistola verso l'insegnate dicendo
"ti dichiaro in arresto nonnina!"
 L'alunno giustifica l'assenza del giorno precedente scrivendo "credevo fosse domenica".
 L'alunno M.B. sprovvisto di fazzoletti si sente autorizzato a strappare una pagina della Divina Commedia per soffiarsi il naso.
 P. non svolge i compiti e alla domanda "Per quale motivo?" risponde "Io c'ho una vita da vivere".
Liceo Scientifico Copernico di Brescia: "Gli alunni B. e N. simulano un omicidio in classe: il primo si è steso a terra, il secondo disegna la sagoma".
 L'alunno M., interrogato, ha fatto l'ennesima scena muta dicendo che risponderà solo in presenza del suo avvocato.
 Ora di religione: "Si segnala mancanza del Crocifisso, occultato dalla classe, al suo posto cartello recante le parole "torno subito"".
 Gli alunni P. e A. alle ore 10:25 escono dall'armadio.
 L'alunno B******** fabbrica buste con le note del libretto
 La 3^B è un coacervo d'ignoranza mista ad arroganza.Ogni sforzo è inutile.Sospendo la lezione alle ore 11.25.Prof.sa F*********"
  
Fonte: archivio web, http://www.notadisciplinare.it/
A sproposito: se avete belle e simpatiche stranestorie da raccontare, anche relative a situazioni che non riguardano la scuola, inviatecele a spaziogiovani@comune.erba.co.it. L'intenzione è quella di pubblicare una raccolta su cartaceo tipo Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano (Gino e Michele). Obiettivo: riprendiamoci il sorriso!
 
postato da ndualerba | 15:48 | commenti
il passo del gambero
 

La rubrica degli scambi, del baratto... e del cerco-offro

  Barattiamo, barattiamo, barattiamo, all'interno del territorio erbese e limitrofo.

 Lo scopo del barattare un oggetto per un altro, peraltro ultra sostenibile e a impatto zero, viene fatto sulla base della seguente filosofia sottostante: il valore dell'oggetto non è definito dal mercato, ma dal codice d'uso. Pertanto, se un oggetto per me è inutile in quanto non so più cosa farmene di lui, a qualcun altro potrebbe tornare utile perché è proprio ciò di cui aveva bisogno e stava cercando. Si unisca a ciò il meccanismo dello scambio che garantisce la reciprocità del gesto. Easy, isn't it?

Leggiamo in Wikipedia: "Nel baratto, il valore dei beni oggetto dello scambio viene considerato sostanzialmente equivalente fra le parti, senza ricorrere esplicitamente ad un'unità di misura di valore monetario dei beni stessi. Il valore di equivalenza si raggiunge attraverso la considerazione qualitativa e quantitativa delle merci scambiate, secondo l'accordo delle parti, che talvolta può confidare negli usi, ma più spesso si richiama a fattuali ragioni di mutuo fabbisogno". 

Seguire la vita degli oggetti di uso comune o insoliti, a cui siamo affezionati o di cui non ce ne importa nulla, da quando nascono a quando muoiono, assemblati o... è una cosa interessantissima. Soprattutto per il fatto che improvvisamente ci restituiscono il potere di ridargli vita. Come? Semplicemente tras-formandoli o mettendoli nella mani di altri!

postato da ndualerba | 14:51 | commenti (4)
do ut des
 

La rubrica del chiacchiericcio, che tutela il diritto di mormorare attorno ai temi di interesse giovanili e alla nostra città
postato da ndualerba | 14:31 | commenti (3)
 

La rubrica del botta e risposta

 Questa rubrica racchiude discussioni su argomenti di interesse giovanile.
postato da ndualerba | 14:19 | commenti (1)
frequenti rimbalzi


lunedì, 21 agosto 2006
 

Il primo post

Siamo tutti dei cari prosumer?!

Ovvero: come la telematica senza copyright consenta di essere al contempo produttori e consumatori di contenuti.

postato da ndualerba | 12:07 | commenti (1)